Cuore: Uno stile di vita salutare per diminuire il rischio cardiovascolare. Focus: Quali sono le regioni più a rischio?

Le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte, è necessario quindi intervenire in tempo sui comportamenti a rischio più pericolosi. In Italia la mappa del rischio cardiovascolare si differenzia per regione anche in base a quanto ci si allinea ai suggerimenti dei medici.

In Italia come nel resto dell’Europa le malattie del cuore e del sistema vascolare sono uno dei problemi più importanti di salute pubblica.

Il paziente che sopravvive ad un grave evento cardiovascolare come infarto acuto del miocardio (nel caso di patologia cardiache) e ictus (nel caso evento cerebrovascolare), diventa un malato cronico con una drastica diminuzione della qualità della vita.

Per questo motivo e per il costo socio-economico della malattia, è necessario massimo impegno per diminuire la prevalenza dei fattori di rischio che influiscono sull’incidenza della malattia.

Infatti oltre ai fattori di rischio definiti “non mutabili” come età, sesso e familiarità, è possibile identificare un gruppo di comportamenti, definiti "evitabili", particolarmente pericolosi sui quali è possibile intervenire, quali:

 

Fumo – La dipendenza non è l'unico danno della nicotina

Ben il 30% di tutti i morti delle malattie coronariche ogni anno sono attribuibili al fumo di sigaretta.  La nicotina delle sigarette, oltre a rovinare le arterie, stimola il corpo a produrre adrenalina, che rende il battito cardiaco più veloce costringendo quindi il muscolo cardiaco ad un lavoro più intenso e a maggior fatica, con la possibilità di formazione di coaguli. Il monossido di carbonio inoltre fa diminuire la quantità di ossigeno trasportato in giro per i tessuti dell’organismo.


Sovrappeso / Obesità – Più attenzione al girovita che al peso

L’aumento di girovita e del tessuto adiposo nelle zone viscerali causa da un lato che il cuore debba lavorare molto più del normale per poter pompare il sangue in tutti i tessuti dell’organismo, e dall’ altro la possibilità che si innestino delle infiammazioni al livello delle coronarie.


Alcol – La moderazione come regola assoluta

L’uso prolungato di bevande alcoliche indebolisce il muscolo cardiaco che quindi cede più facilmente allo sforzo meccanico, si dilata e non riesce a pompare abbastanza sangue, con una probabile insufficienza cardiaca nei casi più gravi.


Sedentarietà – Ogni giorno almeno 30 minuti di camminata

La sedentarietà provoca un indebolimento del cuore, diminuendo l’attività aerobica che richiede tanto ossigeno, peggiora il lavoro del cuore che non si allena e la circolazione sanguinea che diventa meno efficiente.


Nel quadro clinico di un paziente a rischio per ipercolesterolemia o pressione alta queste abitudini comportamentali sono estremamente dannose infatti secondo il National Heart, Blood and Lung Insitute il rischio cardiovascolare può essere ridotto dell’80% grazie a 4 semplici mosse: smettere di fumare, controllare la dieta, controllare l’uso di alcol e fare attività fisica.


FOCUS: Fattori di rischio evitabili: Ogni regione si comporta diversamente

In Italia, il numero di persone affette da problemi cardiovascolari è relativamente in linea con i valori nel panorama mondiale. Riguardo lo stile di vita ci sono poche persone sovrappeso (10% della popolazione contro il 17% di quella europea) e bevitori a rischio, mentre sono ancora troppo diffusi i giovani fumatori (20% rispetto al 18,2% europeo), seppur in costante diminuzione.

I valori medi nazionali, nascondono però interessanti differenze locali e la conseguenza del mix di diverse abitudini e comportamenti a rischio delle regioni determinano un aumento del rischio medio cardiovascolare a livello territoriale.



Tab .1 Entità di ogni fattore rischio evitabile delle regioni in relazione alla media italiana


Il vizio del fumo:

In termini di prevalenza di fumatori, si fuma molto in Umbria (30,1%), Lazio (29,6%), Campania (29,3%) e Sicilia (28,7%) anche se le percentuali sono sostanzialmente stabili in tutta Italia (26,9%). La Basilicata (21,6%) e il Veneto (23,1%) sono le regioni con la minor dipendenza da sigaretta.

 

Il problema del peso

In Italia la prevalenza di obesità è del 10,4%.

Le regioni con più alta prevalenza di adulti con forti problemi di peso sono il Molise (13%), la Campania (13%), la Puglia (12%) ed l’Emilia Romagna (12%). Virtuosa in tal senso la Provincia Autonoma di Bolzano con una percentuale di persone obese inferiore al 7%.

 

L'abuso di alcol

In Italia il tasso di consumatori di alcol ad alto rischio è del 17%.

Le regioni dove si beve di più sono quelle del nord e in particolare la Provincia Autonoma di Bolzano e Trento (39,7% e 30,3%), Friuli Venezia Giulia (29,1%) e Veneto (24,2%). Al sud invece la situazione è migliore con tassi di prevalenza mai superiori al 20% a parte il caso del Molise dove il 29% della popolazione beve regolarmente.

 

L'eccessiva sedentarietà

In Italia mediamente un terzo della popolazione (32%) conduce una vita sedentaria.

Si registrano in particolare percentuali più severe al Sud (percentuale che sfiora i 65% in Basilicata) rispetto che al Nord (A Bolzano la percentuale di persone sedentarie è del 9%).

 

La mappatura di questi stili di vita su tutto il territorio nazionale in relazione alla media italiana, combinata con il rischio relativo di ogni fattore di rischio, ha permesso di generare la mappa del rischio cardiovascolare in Italia dovuto a questi 4 comportamenti evitabili.  (Immagine)



La mappa mette in evidenza come la situazione generale sia migliore al nord rispetto al sud con l’eccezione del Friuli Venezia Giulia e dell’Emilia Romagna che risultano avere un rischio cardiovascolare basato sul comportamento maggiore rispetto alla media nazionale a causa dell’alto numero di fumatori e adulti in sovrappeso.

Le regioni più virtuose sono le Marche e la Lombardia con un valore di rischio generale minore rispetto alla media italiana mentre le meno virtuose sono la Campania e il Molise con il rischio medio più elevato perché addette più che nel resto a comportamenti a rischio

La prevenzione e l'informazione da parte della comunità scientifica sono un ottimo strumento per la diminuzione di questi fattori di rischio altamente legati allo stile di vita

Smettere di fumare, dosare l'alcol, fare attenzione al peso corporeo e condurre una vita per quanto possibile attiva, sono tutti comportamenti da mantenere durante tutto la vita per abbassare in maniera drastica il rischio di malattia cardiovascolare



Fonti

12th Rapporto Sanità - Crea Sanità

Progetto Cuore - ISS

Assessing Cardiovascular Risk - National Heart, Blood and Lung Insitute

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